La grande retrospettiva del Louvre Alla scoperta di Leonardo con il Libro ChatBOT e “Grandi Mostre” inserto di Artribune.

Il Museo del Louvre di Parigi presenta dal 24 ottobre al 24 febbraio la più grande retrospettiva dedicata a Leonardo da Vinci, tra innovazione e tradizione, un’opportunità unica per tutti gli appassionati alla quale è bene arrivare preparati.

La retrospettiva “Leonardo da Vinci” è il culmine di oltre dieci anni di lavoro del team del museo parigino, che per l’occasione ha svolto un lavoro puntuale di ricerca scientifica e sottoposto a trattamenti di conservazione alcuni dei capolavori pittorici del Louvre, che ha accolto solo nel 2018 oltre dieci milioni di visitatori e ora si prepara ad ospitare una nuova ondata di appassionati con 220 mila biglietti già venduti.

Una mostra senza precedenti, che permette di conoscere l’approccio rivoluzionario alla pittura di Leonardo, attraverso i punti cardine della sua biografia.

Per scoprire la grande mostra parigina ecco una selezione esclusiva di domande tratte dal Libro ChatBOT Leonardo da Vinci “100 Domande 150 Risposte” e collegate al percorso espositivo del Louvre, per conoscere Leonardo e la sua vita con #ARTIST, le sue straordinarie opere con #ARTWORKS e infine le curiosità, le storie, gli aneddoti e il mercato con #ARTWORLD oltre le pagine di “Grandi Mostre”, inserto speciale di Artribune.

#ARTIST

Chi scopre per primo il suo talento?

Per quale motivo si trasferisce da Firenze a Milano nel 1482?

Perché il re di Francia Francesco I gli chiede di lasciare l’Italia?

#ARTWORKS

Qual è il suo disegno più famoso?

Quali simboli e segreti nasconde l’Uomo Vitruviano?

Quali opere non ha mai finito?

#ARTWORLD

Esistono immagini di Leonardo?

Quale allievo e amante è stato ritratto da Leonardo?

Perché Francesco Melzi è stato il suo erede?

Il Louvre, che già vanta il più consistente corpus di dipinti e disegni del genio di Vinci, per l’occasione si arricchisce di importanti opere di Andrea del Verrocchio, Marco d’Oggiono, Lorenzo di Credi, Antonello da Messina, Rubens, Hans Memling, Boltraffio, Alessio Baldovinetti e Gian Cristoforo Romano e per la prima volta offre agli spettatori la possibilità di interagire virtualmente con la celebre Gioconda, grazie all’installazione di Virtual Reality dal titolo “Mona Lisa Beyond the Glass”.

In totale, il museo francese ha chiesto in prestito a musei e istituzioni di mezzo mondo dipinti, disegni, manoscritti e sculture, per un totale di 120 opere!

Tra i “prestatori”, solo per citarne alcuni, la Royal Collection Trust, il British Museum, la National Gallery di Londra, la Pinacoteca Vaticana, la Biblioteca Ambrosiana di Milano, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Metropolitan Museum di New York, l’Institut de France e molti altri.

Ma la suspense maggiore si è avuta sulla richiesta, all’Italia, dell’Uomo Vitruviano!

Il prezioso disegno, superati gli ostacoli di un ricorso al tribunale amministrativo, finalmente si mette in viaggio, con alcune regole per la sua tutela, pronto ad affiancarsi ad altri grandi capolavori del Maestro.

Il Louvre possiede capolavori attribuiti, in modo incontrovertibile, al maestro di Vinci, come la prima versione della Vergine delle Rocce e ancora la dolcissima Sant’Anna, la Madonna e il Bambino con l’agnellino senza dimenticare la Belle Ferronière, tornata per l’occasione dalla sede del Louvre di Abu Dhabi, e infine il San Giovanni Battista.

Grande attesa per il celebre Salvator Mundi, la tavola attribuita a Leonardo e venduta a novembre del 2017 in asta da Christie’s per $450 milioni, consacrata come l’opera più cara della storia per poi sparire nel nulla. Fino ad oggi.

Sembra infatti che il quadro sia in viaggio da Abu Dhabi fino a Parigi, per raggiungere il Louvre ed essere inserita a mostra in corso.

E forse rivedremo finalmente l’opera che ha fatto discutere in tutto il mondo i più grandi esperti su Leonardo.

La retrospettiva, pur riunendo un corpus di opere del maestro toscano davvero notevole, manca di alcuni grandi capolavori.

Quali?

La Madonna del Garofalo, che si trova alla Alte Pinakotek di Monaco, la Madonna Benci della National Gallery di Washington e, soprattutto, L’Annunciazione, che gli Uffizi hanno rifiutato di prestare.

Impensabile invece per i curatori della mostra chiedere il prestito de L’Adorazione dei Magi, troppo fragile per affrontare uno spostamento.

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